BACK TO CORNO

L’Abisso del Corno è sempre là, appollaiato sulle pendici del Corno di Campo Bianco
ad osservare speleologi, pastori , escursionisti e motociclisti, bikers, che passano nei suoi paraggi.
Il 30 di Agosto eravamo in cinque: Ester, Virginia, io, Sid e Lillo . Ci siamo messi d’impegno e finalmente sono
state sostiTuite le corde dei primi due pozzi che il tempo e il passaggio avevano usurato.

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Sabato 13 settembre  invece eravamo in quattro : Cesare, Sid, Lillo e io. Entriamo alle 10 circa, dopo esserci cambiati alla bellezza di 4°.
Stavolta si scende oltre la diaclasi bagnata e al traverso Hallè Salassiè ci fermiamo per sostituire la corda usurata.
Fin che Lillo è alle prese con la corda ci sediamo ad aspettare.
“Ma quel buchetto li, ogni volta che passo lo vedo. Quasi quasi mi infilo dentro. Sicuramente è già stato visto”.
E così per passare il tempo mi infilo in un buchetto che da sempre si trova dove ci si fermava un tempo a scarburare, ad aspettare gli altri a mangiare qualcosina. Insomma il solito posto visto un milione di volte.
Entro dentro, il soffitto è basso e la prima cosa che noto è che non c’è traccia di nero delle bombole. “Bene !” .
Una lama sembra bloccare il passaggio, la sposto il tanto da infilarmi con il busto e oltre par di vedere nero, nero pozzo!
Prendo un sasso e lo lancio. Subito un urlo ” Pian coi sassi son mi sotto!” E’ la voce di Lillo sul traverso.
Avanzo ancora un po’ e dall’alto vedo le corde. Mubble mubble abbiamo by-passato il traverso.
E così dopo una ” tempesta di cervelli” iniziamo ad allargare, spaccare, spostare. Dopo un’ora la situazione è la seguente:
3 mignoli colpiti , di cui uno abbastanza grave e un torcicollo. Ma la via è aperta e così nasce il ” meandro dell’ongia nera” .
Altra ” tempesta di cervelli” e disarmiamo il vecchio traverso per armare questo nuovo passaggio che ci sembra migliore.
Anche se infortunati continuiamo la progressione e ci mettiamo a vedere alcuni punti di domanda un po’ qua e un po’ la.
Quando tutte le bustine di antiinfiammatorio sono teminate ritorniamo in superficie e alle 18.00 siamo fuori.
Senza esito tentiamo di farci offrire un bicchiere al bivacco 3 fontane. Niente da fare e così con un torcicollo e un’ongia nera ripariamo per una abbondante cena di carne e lunghi discorsi sul passato delle pornostar.
Sono le 10 di sera quando rientriamo nel mondo civilizzato.
Sei ancora vivo?”
” Si.. fra un’ora arrivo. ”
bon ciao notte

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Matteo

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