Archivi categoria: Altopiano Faedo-Casaròn

La seconda… anzi la terza vita della Spurga del Barbeta

La Spurga del Barbeta è una voragine o “spurga” che si trova lungo la  Valle delle Lore  sull’Altopiano del Faedo ad una altitudine di 677 m.s.l.m.

Questa cavità si trova ad un centinaio di metri di distanza dal più famoso Buso della Pisatela vicino  ad una caratteristica pineta.

2016-03-29-spurga-della-barbetta-1Si apre sul fianco di una piccola dolina e il suo ingresso è la classica conformazione di una spurga del Faedo. L’apertura larga circa cinque metri con un primo pozzo che scende subito inclinato per poi verticalizzarsi e arrivare su un cono detritico a circa dieci metri di profondità.

Nel vederla viene da associarla alla classica  grotta da manuale della speleologia.

2016-03-13-spurga-della-barbetta-15

Questa cavità sicuramente è conosciuta da tantissimo tempo vista l’ampiezza dell’ingresso e  la comodità per arrivarci e il primo rilievo del Gruppo Grotte Schio è datato 1965.

primo-rilievo-spurga-del-barbeta Primo rilievo della Spurga del Barbeta

Alla base del primo pozzo si apre in direzione Sud-Ovest una sala con pavimento inclinato e franoso dove è facile trovare traccia dell’inciviltà di qualche cacciatore che qui va a gettare le cartucce sparate dalle doppiette. Una decina di anni fa il Gruppo Speleologi Malo fece una pulizia generale portando fuori qualche borsetta colma di questa ignoranza.

In corrispondenza dell’angolo  Sud della sala si apre il secondo pozzo in diaclasi che scende per 15 metri circa. Alla base di questo pozzo uno stretto cunicolo impraticabile ha fermato l’esplorazione della grotta per circa trent’anni.

Si deve arrivare agli inizi degli anni ‘90 perché la Spurga del Barbeta possa rivivere una seconda vita esplorativa. E’ infatti a Marzo del 1992 che Paolo Comparin , Marianna e Marco De Franceschi scendono per cominciare lo scavo della fessura in fondo e li vede impegnati con mazzetta e scalpello per due uscite ravvicinate.

La svolta avviene però a Giugno del  1992, sempre loro tre che disostruiscono per circa  3 metri la fessura ma è ancora molto stretta. Rilevano una forte presenza di aria e il passaggio di acqua, ma la vera scoperta è quella finestra che all’altezza di circa 2 metri dal fondo del pozzo fa intravedere un meandro. Nessuno l’aveva mai notata? Come può essere?

2016-03-13-spurga-della-barbetta-17

Con l’utilizzo della sola mazzetta Paolo e Luca Dal Pezzo (alias Cereda) riescono a percorrere lo stretto meandro fino ad arrivare in una piccola saletta e da li dopo una strettoia un pozzetto di 5 metri e poi due sale. Nel corso del 1993 si susseguono diverse uscite da parte del GSM per risalire i camini che si trovano al fondo e disostruire la strettoia finale dove l’aria viene inghiottita. Si deve considerare che nel 1993 il complesso della Pisatela non era ancora stato esplorato e le nuove scoperte al Barbeta hanno portato Luca a fantasticare il nuovo “Sistema del Barbarana”.

Ma anche con tutta la buona volontà le strettoie stancano e affaticano anche i più motivati. La grotta viene dimenticata e la storia esplorativa sembra terminata e l’ultima scheda esplorativa è datata 27/02/1993.

Ogni tanto in gruppo, Paolo parla  di quelle esplorazioni e dopo tanto sentirle all’interno del GSM torna la voglia di tornare a vedere cosa nasconde questa grotta e quanto di vero c’è dei racconti fatti . Si arriva così al  2015, quando viene riarmata la grotta e inizia la terza vita della Spurga del Barbeta.

Alla base del secondo pozzo ritroviamo la fessura a due metri di altezza e stentiamo a crederci che qualcuno possa essere passato per una fessura così insidiosa. Con i mezzi potenti di disostruzione di oggi, allarghiamo i passaggi al limite dell’umano arrivando alle sale del fondo e ritrovando i segni delle risalite e dei lavori di quasi venticinque anni fa. Constatiamo la presenza di una forte corrente d’aria  e così iniziamo dove gli altri avevano abbandonato. Con una interminabile serie di uscite, armati di trapano e accenditore  e con il sogno di scoprire nuovi ambienti è iniziata la terza vita della Spurga del Barbeta.

2016-03-13-spurga-della-barbetta-22

Viene così rifatto il rilievo come lo vediamo nella figura sotto e la grotta ha cambiato totalmente aspetto.

aggiornamento-spurga-del-barbeta

Ultimo rilievo  della Spurga del Barbeta

La profondità della grotta è adesso di 29 metri , mentre lo sviluppo ha superato di poco i 100 metri.
Un meandro stretto e basso  con direzione Nord-Est sembra dirigersi verso le zone della Pisatela e chissà che non si entri veramente nel fantomatico Sistema del Barbarana così tanto desiderato negli anni ’90…

Matteo

En Bè … e la vecia?

La vecia è sempre lei …il Buso della Vecia , la grotta, oramai l’abisso in alta Valle Faeda che negli ultimi anni ci sta impegnando in una entusiasmante ricerca del fiume Poscola.
Nell’ultimo post al riguardo le esplorazioni erano ferme in due punti : a Sala Priabona rimanevano da risalire due camini, mentre al fondo a -184 avevamo lasciato un sifone da esplorare e uno stretto meandro acquatico.
Dopo ben quattro uscite Sid e Matteo hanno avuto ragione dei camini chiamati I Gemelli Diversi, il primo di 12, mentre il secondo di ben 39 metri che chiudono inesorabilmente.

IMG_4382m                                                      In risalita su i Gemelli Diversi.
Il sifone del fondo invece ha visto prima una duplice esplorazione in apnea di Marce che ha confermato l’esistenza di una bolla d’aria aldilà ( al riguardo leggi  il post Dubito Ergo Sum),  ma con nessun’altra possibilità aerea.
Successivamente, a gennaio di quest’anno, lo speleosub Nicola Ruggeri dell’USV di Verona si immergeva scendendo ulteriori 3 metri e fermandosi di fronte una strettoia impraticabile.
Lo stesso giorno dell’immersione a causa di un malore al nostro Marco, è stato necessario l’intervento del soccorso speleologico che lo ha recuperato e affidato alle cure del 118.
Successive esplorazioni si sono avute percorrendo per quasi trenta metri il meandro finale attivo al fondo e fermandosi anche qui per le dimensioni impossibili.
Le esplorazioni al fondo si sono al momento arrestate, ma nuove possibilità devono essere viste alla profondità di circa -150 tra Sala Sbrasa e Sala Priabona.

IMG_3006                            Sala Sbrasa ….dove l’aria si perde.
Nei primi mesi dell’anno la grotta è stata anche oggetto di ricerche biospeleologiche da parte del Gruppo Grotte Valdagno che ha posizionato alcune prede che hanno dato buone catture.
Di pochi giorni fa invece la sorprendente scoperta di Massimo nelle vecchie zone fossili della grotta. Un punto nero tra i sassi si è trasformato dopo un po’ di lavoro  in  un nuovo pozzo chiamato “Milk I want” ( La-te vojo) e nuovi vuoti  al di sotto ci aspettano per essere esplorati.
Dopo tutto questo non resta che dare un po’ i numeri :
Profondità = -187 metri
Sviluppo = 744 metri
Numeri che per il Faedo sono davvero sorprendenti, ma che comunque non sembrano essere definitivi.
Stiamo a vedere dove ci porterà ancora ‘sta vecia”!

ciao

Matteo

E ora c’è anche Sala Priabona

Il Buso della Vecia in alta Valle Faeda sopra Priabona continua a riservarci novità.

Dopo esserci arrestati di fronte al  sifone a -182 metri di profondità, che per ora ci impedisce di continuare , siamo tornati a vedere la saletta in fondo al Meandro delle Larghe Intese.Qui sappiamo che c’è qualcosa che ci sfugge, come la forte corrente d’aria che a Sala Sbrasa sembra perdersi.

Infatti risalito un caminetto di 6-7 metri ci siamo trovati di fronte ad un salone enorme ( per la Vecia si intende) lungo 15 metri e largo altrettanto con un bellissimo specchio di faglia su un lato.  In fondo alla sala due bellissimi camini si innalzano per 25-30 metri .

Abbiamo pensato di chiamarla Sala Priabona.

Ed ora finchè aspettiamo che l’acqua del sifone sparisca ( chissà!) non ci resta che dilettarci nella risalita.

a presto per ulteriori news

 

 

I BRUXA LA STRIA…ANZI NO… GHEN SBUSA’ LA VECIA?

Eh si  la vecia!  Ah la vecchia!

 La vecchia che non ti molla, la veccia che ti sa sorprendere sempre, la vecia che ti spezza i gomiti, la vecchia che ti sfianca, ma alla fine torni sempre dentro a continuare il lavoro.

 Iniziare questo racconto non mi è facile. Troppe  cose si vorrebbero dire di un buso che oramai è un vero e proprio Abisso, ma che si chiama con irriverenza ma anche con  semplicità il  Buso della Vecia.

 I numeri prima di tutto.

 Profondità oltre i -180 metri con uno  sviluppo oltre i 600 metri ( ad oggi  rilevati 570 m).

Questa grotta in silenzio è diventata  la grotta più profonda del Faedo–Casaron  ( Rana-Pisatela a parte), ma è anche il sogno di raggiungere quel “mostro” carsico che nel nostro immaginario  si dovrebbe trovare a monte della Grotta della Poscola.

 Fin dall’inizio è stato  battezzato come Buso della Vecia, in ricordo di una signora che li vicino ci abita(va). E’ ubicato  sulla testata della Valle Faeda che è quella valle che dall’abitato di Faedo scende verso contrà Campipiani e poi Priabona.

 La fessura di ingresso  è stata individuata da due giovani ragazzi di Malo / Molina nel lontano 2001 entrati in gruppo per partecipare al corso di speleologia, pieni di entusiasmo e curiosità per quei buchetti che si aprono sul Faedo.

 Un forte vento soffiava e tutto faceva ben sperare visto che la valle in cui si apre è chiamata anche Valle dei Vis-ci, per la  presenza numerosa di buchi soffianti ( Buso del Lucio, Buso del Tombin  e altri) che la leggenda popolare fa fischiare.

 Subito si era tornati armati di “buona pazienza” e con sistemi fonoassorbenti di dubbia qualità come una coperta di lana, ci si era spinti dentro fino a trovare uno stretto pozzettino di un paio di metri. Tanto lavoro di disostruzione  e fatti altri pochi metri ci si ritrova in una saletta che viene battezzata Saletta dei ovi. Da qui parte l’esplorazione di pozzi e sale fino a raggiungere i  -40 metri di profondità.

 Si percorre una zona fossile in direzione S-E con ambienti i come  la sala del Mamba Nero con il caratteristico “serpente nero” appiccicato al soffitto, poi intervallati da meandri stretti e camini, ma  che alla  fine termina nella Saletta Finale  senza ulteriori prosecuzioni. 

 Qui inizia un lavoro paziente di scavo su diversi fronti inseguendo come sempre l’aria .

 Si segue però principalmente una fessura alla base della Sala delle vongole e per anni quella diventa la zona di lavoro  del gruppo che si dedica a questo “cantiere”.

La fessura viene percorsa per qualche decina di metri, trovando un piccolo pozzetto e una minuscola saletta, ma poi di fronte ad una ulteriore fessura la voglia, la determinazione e l’entusiasmo vengono di nuovo a mancare.

Sembra quasi il ripetersi di quanto accaduto per la congiunzione Rana-Pisatela, siamo anche nello stesso periodo 2005-2006 e la grotta viene lasciata là a maturare.

 Nel 2011 quando il GSM riprende in mano il cantiere della F-Rana in  Pisatela contemporaneamente si  decide  di ritornare al buso della Vecia e riprendere il lavoro interrotto anni prima. Due fronti di lavoro si aprono, due sogni si inseguono.

 Uscite notturne di disostruzione si susseguono settimana dopo settimana, finchè la sera del 05/04/2012  dopo 5 metri di scavo “cattivo”  si entra  nella Sala Albina  sopra un pozzo che supera i  30 metri.

 Cresce l’entusiasmo in gruppo per l’enorme scoperta e la grande corrente d’aria che si sente spinge dentro anche gente nuova e nuove leve.

 Il Pozzo 6 Aprile viene sceso fino ad arrivare ad una ulteriore fessura dove tutta l’aria penetra dentro.

base del Pozzo 6 aprile

foto 1 – alla base del Pozzo 6 Aprile

 E‘ qui che la caparbietà e la voglia di scendere si fanno vedere e inizia una nuova “guerra di mina “ con la vecchia.

 La sera di lunedì 07 Maggio 2012, in una numerosa uscita congiunta con ex del GSM e ragazzi del  Gruppo Grotte Trevisiol si scende il pozzo P40 e due ulteriori pozzetti intervallati da meandri al limite del praticabile vengono percorsi.

partenza P40

foto 2 – partenza del P40

 Successivamente  in una saletta alla profondità di  circa -180 metri, l’esplorazione si interrompe davanti a una nuova fessura che sembra raccogliere tutta l’acqua e l’aria della grotta.

 Delusione e rassegnazione sembrano subito pervadere il gruppo.

 Si ritorna indietro, si vedono finestre , si scopre un nuovo  pozzetto nella Sala del Mamba Nero. Si studia il territorio dall’esterno percorrendo la Valle Faeda  integralmente.

 Poi una risalita nel punto in cui l’aria si divide  ci fa scoprire Sala Sbrasa e altri metri di grotta vengono fuori.

Intanto dalla  saletta a -180 una nuova sfida con la “vecchia” si riaccende. Serate dopo serate a disostruire un meandro che sembra allungarsi sempre di più, che pare infinito.

giaguaro

foto 3 – dentro il meandro del giaguaro smacchiato

Non si va laggiù a pettinare le bambole e neppure a smacchiare i giaguari, ma a lavorare nel dopo-lavoro; si scende giù a disostruire e rendere percorribile un fessura larga 10 centimetri, dove l’acqua scorre alla base e dove i gomiti sono messi a dura prova. Il Meandro del Giaguaro Smacchiato non molla, decine di metri vengono percorsi  strisciando e bestemmiando e dopo una curva ci si trova di fronte ad una nuova curva. Si lavora in due -tre persone con acrobatiche e comiche contorsioni per darsi il cambio.

sala sbasa

foto 4 – sala sbrasa

Poi un giorno di forte precipitazione la svolta a Sala Sbrasa. Dietro un sasso, al di là della roccia si sente rumore di acqua e disostruito qualche   metro ci si trova sopra il Pozzo Italicum e alla partenza del Laminatoio delle Larghe Intese. Anche qui la direzione è  sempre S-E, ma  una strettoia ferma al momento la prosecuzione.

Ma  l’altro giorno,  l’08 di Aprile, tornati al meandro a -180  alla fine  si “smacchia il giaguaro” e se sbuxa la vecia .

Forzata l’ultima strettoia finalmente ci si mette in piedi per pochi metri, ma sono sufficienti per riprendere fiato e poi si percorrono strisciando  una ventina di metri sul livello di scorrimento dell’acqua fino a incontrare un sifone.

 Grande la soddisfazione per aver raggiunto il limite massimo di profondità del Buso della Vecia e anche al momento il massimo limite esplorativo.

rilievo buso della vecia

foto 5- rileivo parziale della grotta

 Vediamo nelle prossime uscite che altre sorprese ci regalerà la vecchia,…ops… il Buso della Vecia.

 Matteo