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Violata la parete Ovest del Monte Zingarella da parte di tre intrepidi speleologi di Malo.

A leggere il titolo così come è sopra, sembra la prima pagina del Corriere della Sera degli anni ’50 quando  Bonatti  o altri  immensi dell’alpinismo salivano nuove pareti inviolate sulle Alpi.

Lasciamo  che la fantasia corra avanti su ardite pareti e cerchiamo di spiegare da dove nasce questo titolone.

Da quando stiamo esplorando l’Abisso del Corno di Campo Bianco, la parete Ovest del Monte Zingarella è sempre lì silenziosa sopra le nostre teste. Quando  parcheggiamo l’auto nei pressi di Malga Galmarara e quando scendiamo a piedi lungo la carrabile della Val Galmarara è sempre davanti ai nostri occhi vigile e attenta  ai nostri passi.

Con quegli strati orizzontali che ne solcano la parete, sembra molto simile alle altre cime lì attorno, come il Corno di Campo Bianco oppure il Monte Zebio, ma una cicatrice verticale , proprio a metà parete, ha fin da subito attratto la nostra immaginazione. Chiamiamolo pure  solco o spaccatura  o frattura oppure un vajo sospeso è un difetto geologico che non passa inosservato.

Se poi pensiamo che a poche centinai di metri, sull’opposto  versante Est  del monte Zingarella , si apre una grotta come il Buco della Neve con i  suoi -200 metri di profondità, nella mente un po’ perversa e curiosa di noi speleo è venuto subito in mente la possibilità che possa esserci un ingresso sconosciuto proprio sulla parete Ovest  della montagna .

Verificando anche sulla cartina geografica è segnato in modo evidente l’esistenza di una frattura che parte dal Buso della Neve e in direzione Est-Ovest  va a finire nella parete che sovrasta la Val Galmarara.

La domanda che in tutti questi anni ci siamo posti è stata:<< Vuoi vedere che su quella spaccatura c’è un ingresso che porta all’interno della montagna e magari dentro al Buso della Neve?>>.

Fantasie speleologiche , fatto è che dopo la punta esplorativa  all’Abisso del Corno di domenica 12 Agosto 2018 ci viene l’idea di provare a scendere il Monte Zingarella per verificare tali  ipotesi.

Ecco quindi che giovedì 23 Agosto 2018 io, Lillo e Sid abbandonate le famiglie nei pressi del Buso della Neve ci siamo inoltrati seguendo una evidente frattura tettonica  verso la vetta del Monte Zingarella.

La presenza di una debole traccia di sentiero ci ha permesso di raggiungere la sommità del monte evitando  di perderci tra mughi e valloncelli che rendono la montagna un intricato dedalo dove è veramente facile rimanere invischiati.

Arrivati sul bordo che guarda giù verso Malga Galmarara abbiamo individuato subito  la partenza delle calate. Abbiamo così attrezzato la prima corda doppia su un buon mugo e dopo una discesa di circa 35 metri siamo atterrati su una cengia ricolma di pino mugo.   Attrezzata la seconda doppia di altri 35 metri siamo atterrati alla base della parete senza trovare il fantasticato secondo ingresso del Buso della Neve.

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La discesa verso le auto camminando sospesi tra mughi  è stata la parte più difficile di questa breve avventura.

E così  in una giornata di fine agosto 2018 , la parete Ovest del Monte Zingarella è stata da noi discesa.
Alta meno di 100  metri, nella sua piega ha mostrato di non nascondere quello che cercavamo.

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Ora quando scenderemo la strada sterrata di ritorno dall’Abisso del Corno  non fantasticheremo più su un possibile secondo ingresso al Buso della Neve, ma potremmo dire: << Ti ricordi che tribolazione camminare in mezzo ai mughi quella volta che abbiamo sceso l’inviolata parete Ovest del Monte Zingarella?>>.

 

Matteo

BACK TO CORNO

L’Abisso del Corno è sempre là, appollaiato sulle pendici del Corno di Campo Bianco
ad osservare speleologi, pastori , escursionisti e motociclisti, bikers, che passano nei suoi paraggi.
Il 30 di Agosto eravamo in cinque: Ester, Virginia, io, Sid e Lillo . Ci siamo messi d’impegno e finalmente sono
state sostiTuite le corde dei primi due pozzi che il tempo e il passaggio avevano usurato.

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Sabato 13 settembre  invece eravamo in quattro : Cesare, Sid, Lillo e io. Entriamo alle 10 circa, dopo esserci cambiati alla bellezza di 4°.
Stavolta si scende oltre la diaclasi bagnata e al traverso Hallè Salassiè ci fermiamo per sostituire la corda usurata.
Fin che Lillo è alle prese con la corda ci sediamo ad aspettare.
“Ma quel buchetto li, ogni volta che passo lo vedo. Quasi quasi mi infilo dentro. Sicuramente è già stato visto”.
E così per passare il tempo mi infilo in un buchetto che da sempre si trova dove ci si fermava un tempo a scarburare, ad aspettare gli altri a mangiare qualcosina. Insomma il solito posto visto un milione di volte.
Entro dentro, il soffitto è basso e la prima cosa che noto è che non c’è traccia di nero delle bombole. “Bene !” .
Una lama sembra bloccare il passaggio, la sposto il tanto da infilarmi con il busto e oltre par di vedere nero, nero pozzo!
Prendo un sasso e lo lancio. Subito un urlo ” Pian coi sassi son mi sotto!” E’ la voce di Lillo sul traverso.
Avanzo ancora un po’ e dall’alto vedo le corde. Mubble mubble abbiamo by-passato il traverso.
E così dopo una ” tempesta di cervelli” iniziamo ad allargare, spaccare, spostare. Dopo un’ora la situazione è la seguente:
3 mignoli colpiti , di cui uno abbastanza grave e un torcicollo. Ma la via è aperta e così nasce il ” meandro dell’ongia nera” .
Altra ” tempesta di cervelli” e disarmiamo il vecchio traverso per armare questo nuovo passaggio che ci sembra migliore.
Anche se infortunati continuiamo la progressione e ci mettiamo a vedere alcuni punti di domanda un po’ qua e un po’ la.
Quando tutte le bustine di antiinfiammatorio sono teminate ritorniamo in superficie e alle 18.00 siamo fuori.
Senza esito tentiamo di farci offrire un bicchiere al bivacco 3 fontane. Niente da fare e così con un torcicollo e un’ongia nera ripariamo per una abbondante cena di carne e lunghi discorsi sul passato delle pornostar.
Sono le 10 di sera quando rientriamo nel mondo civilizzato.
Sei ancora vivo?”
” Si.. fra un’ora arrivo. ”
bon ciao notte

IMGP2008

Matteo

Abisso del Corno di Campobianco

Abisso del Corno di Campobianco 3000-VVi
Asiago (VI)
Corno di Campo Bianco

WGS84  45°58’9,44” N  11°29’55,24” E   Quota 1977 m.

Per zumare clickare sull’immagine.

Georeferenziazione Abisso del Corno di Campobianco