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Mostra esplorativa del Buso della Rana

mostra esplorativa del buso della rana

Gruppo Speleologi Malo

Mostra esplorativa del Buso della Rana

con pannelli che illustrano le scoperte dagli anni 30′ ad oggi

aperta al pubblico tutte le domeniche dalle 15:00 alle 18:00

Via Cardinal De Lai n°2 – Malo (VI)

saletta al 2° piano di Palazzo Corielli

presso Museo dell’Arte Serica e Laterizia

Grotta Natale

Domenica 12 dicembre 2010
Bellissima giornata, molto fredda, destinazione in quel di Trieste ” Grotta Natale “, tutto il GSM PhotoTeam al completo, Sandro, Simona, Lara, Maxi, Donato, Damiano, Gianluca e Piergiorgio, manca solamente il buon Alberto, che purtroppo per inaspettati disturbi di stomaco non ci ha allietato della sua compagnia………
Come da rito, colazione all’autogril a San Giorgio di Nogaro e poi via dritti verso Trieste…………….e qui viene il bello, giunti tra Palmanova e Villesse, alla mia Opel Vectra inizia a fumare il motore, tutti
giù in corsia d’emergenza, sembravamo tutti dei meccanici, alla fine sicuramente problema meccanico alla pompa dell’acqua, macchina non utilizzabile, chiamata al soccorso stradale, e prenotazione auto noleggio, morale della favola persa tutta la mattina……….

Però noi duri e temerari speleo, non ci arrendiamo mai davanti alle difficoltà…………………per fortuna eravamo due macchine, la mia e quella di Sandro, che gentilmente mi accompagna all’aeroporto di Ronchi dei Legionari (GO) a ritirare l’auto sostitutiva, mentre Sandro si avvia verso Trieste, io ritorno alla barriera di Villesse a riprendere i compagni rimasti lì ad aspettarmi, con tutti i bagagli speleo, e che nel frattempo avevano fatto amicizia con la pattuglia della Polizia che faceva controlli appena fuori dell’uscita. Si riparte.

Ormai sono già le 11.30 circa, arriviamo alla barriera di Trieste, ci ritroviamo con Sandro e proseguiamo verso Aurisina per arrivare in zona Grotta Natale poco prima di mezzogiorno. Iniziamo lentamente  il solito rito della vestizione, Sandro insieme a Max vanno avanti ad armare la calata dell’unico pozzo di circa 60 metri, noi intanto piano piano iniziamo l’avvicinamento all’ingresso……….. e, visto l’inizio di giornata………non riusciamo a trovare il piccolo ingresso della grotta!
E’ là … no no el xè de là! a mi me pare chel sia de là … e  così via,  girovagando per il bosco tra pini e ginepri, dopo circa 20 minuti eccolo finalmente comparire davanti a noi.
Uno ad uno iniziamo la calata attraverso uno stretto ma non troppo pozzo fino ad ad un terrazzino dove manca l’ultimo tratto, un paio di frazionamenti e l’ultima discesa di circa 18-20 metri nel vuoto e ci
ritroviamo tutti assieme nel salone finale.
Fuori le macchine fotografiche, Sandro con grandangolo e Damiano per le macro, si dia inizio agli scatti! La grotta non è grandissima, poca acqua ma belle e grandi concrezioni, alla fine foto di gruppo e si riparte per la risalita.

Giunti ad un frazionamento a circa metà pozzo, scarica di sassi e adrenalina a go go, fortunatamente la sorte ci è amica, tutto bene, solo un po di c……….

Alle 17 siamo tutti fuori, i neo corsisti Lara e Gianluca se la sono cavata egregiamente, noi iniziamo il recupero delle corde, il freddo ci fa compagnia ed ogni tanto parte qualche brivido.
Alla fine tutti da Franz a scaldare gli animi, fresca birra non filtrata e ricche specialità austriache con rasentin di grappa.
Un’altra speleo domenica tra amici……
Alla prossima
Donato Bordignon – GSM PhotoTeam

Grotta del Paranco

Le previsioni davano pioggia sicura ed abbondante; andare in montagna era impossibile e quindi bisognava trovare una grotta asciutta, non troppo lunga, bella e senza tanto avvicinamento. Via in Carso quindi! Era da tanto che volevo visitare la Grotta del Paranco; lunga solo 200m, ma ricchissima di concrezioni e cristallizzazioni. Volevo poi verificare la possibilità di organizzare una gita CAI per gli anni a venire; niente difficoltà insormontabili quindi.
Arrivati poco oltre Borgo Grotta Gigante, abbiamo lo straculo di poterci cambiare senza pioggia. Con il gps in mano e la stampa della cartina di Google Map ci avviciniamo all’ingresso e, mai successo!, lo troviamo immediatamente! A fianco si trova l’Abisso di Colle Pauliano (quasi un pozzo unico di -100m e niente di più); magari lo faremo la prossima volta.
L’ingresso è stato pesantemente scavato sul fianco sud di una dolina; superato uno stretto cunicolo (dove c’era un cancello), il primo tratto scende obliquo e scivoloso, con soffitto basso, fino alla prima sala dove abbiamo un assaggio dell’abbondanza di concrezionamento che troveremo in tutta la grotta.
Uno stretto passaggio tra le concrezioni immette in un saltino di 2m, fattibile in libera, cui segue uno scivolo su colata che conduce alla seconda sala. Questa è abbastanza spoglia, con il fondo a vaschette, ma con alcune splendide concrezioni nella parete di destra.
Ora ci attende una strettoia abbastanza selettiva in leggera discesa; Pier Giorgio, al primo tentativo, si incastra, ma poi, tra un porko ed un altro, riesce a passare.
Siamo su uno splendido balcone con laghetto che sovrasta l’enorme sala centrale. Lo spettacolo è unico! Ci perdiamo ad osservare attentemente tutti i particolari delle concrezioni; ce ne sono di ogni tipo e forma e, incredibile, sono tutte integre! Nessun segno di vandalismo; che grotta stupenda! Speriamo che resti così per sempre.

Sala centrale, il GSM PhotoTeam di oggi: San, Simo, Alberto R., Pier Giorgio

Fatte le foto di ambiente e qualche particolare, scendiamo nell’ultima parte della grotta. Esso è caratterizzato da uno scivolo obliquo di calcite, dal basso soffitto, che una volta doveva essere completamente allagato. Ne siamo certi perchè le concrezioni sono tutte ricoperte da cristalli di calcite; spettacoloooo!!

Dopo aver consumato il pulsante di scatto della macchina fotografica, torniamo nel salone a fare merenda e riprendere tutti i particolari delle concrezioni che più ci intrippano.
Nella strettoia Pier Giorgio ripassa al secondo tentativo e poi tutti fuori dove ci attende un bel diluvio.
San
Tutte le migliori foto fatte, le trovate cliccando qui.

Malga Fossetta: uscita fotografica

Scordatevi di arrivare all’ingresso seguendo le varie istruzioni che trovate in giro! Il problema più grosso, già da subito, è trovare la traccia del sentiero che si stacca dalla sterrata che passa a fianco della malga! Anche il buon Gianki è riuscito a sbagliare nonostante ci fosse stato chissà quante volte! Quindi, per la prima volta, farsi accompagnare!

Sala del Cratere

Dopo la discesa della fessura iniziale, senza prima aver passato quel frazionamento infelice sotto il tubo e l’ex-restringimento sul fondo, siamo arrivati al Cratere: a mio avviso il posto più bello di quanto visto in questa uscita. Inusuale sentire qui lo scroscio di una cascata, ma le numerose ore di pioggia torrenziale e grandine (povera la mia macchina!) cadute nella primissima mattina sono ancora nel pieno del loro deflusso nelle vie sotterranee dell’Altopiano e questo ci avrebbe condizionato tutto il resto dell’uscita.
Infatti, il 45 ce lo facciamo sotto un’allegra pioggerella e temiamo per le condizioni in cui potrebbe essere il Bologna, dato che anche in magra dicono che l’arrivo sulla cengia abbia sempre la sua dose di acqua, ma invece lo troviamo normale.

Su questo pozzo c’erano delle corde insidiosissime: o scendevi come un missile o si bloccavano. Raumer, è qui che hai avuto l’ispirazione per il tuo moschettone di rinvio? 😉 Quando serve … lo lasci sempre a casa!Ci cucchiamo la Galleria del Fango e siamo al Pozzo del Ponte. Ancora giù per una spaccatura da fare in libera (che ci lascia inizilmente molto perplessi nell’affrontarla, ma che poi si rivela piena di appoggi) fino a quando Gianki ritorna indietro e ci dice che non si può proseguire: il pozzo X nebulizza ed una lunga permanenza per fare foto potrebbe essere pericolosa. Dietrofront! Ma prima andiamo tutti a dare un’occhiatina, tanto per renderci conto di questa cosa nuova per noi: sembra polvere in sospensione.
Pausa pappa, foto al Pozzo del Ponte e poi risaliamo.

Pozzo del Ponte                             Pozzo Bologna

Finalmente siamo alla base del Pozzo Bologna, mio obbiettivo principale. Fortunatamente è armato doppio e posiziono due luci nella parte alta, una sulla cengia ed un paio alla base. Non devo neanche fare prove: il primo scatto è quello buono!
Alla squadra ispirava una foto nella Saletta dei Tre Rami, con il cunicolo d’accesso al Bologna che è molto caratteristico. Qui il grandangolo molto spinto ha distorto parecchio, ma esiste Photoshop! Et voilà:…

Saletta dei Tre Rami

Beh, la foto successiva è stata rocambolesca: cavalletto appeso su uno spuntone di roccia tramite un cordino in kevlar,impossibilità di guardare l’inquadratura e cengia espostissima con il terrore di far cadere sassi sui compagni in posa sotto. Il risultato è che, essendo inquadrata perfettamente sulla verticale, si fatica non poco a capire quello che c’è sotto.

La foto al Cratere, fatta durante la fase d’uscita, l’abbiamo pagata a caro prezzo con un gran freddo nell’attesa che tutti risalissero l’ultimo pozzo: bisognava farla all’andata.
Ridi, scherza e fotografa, ci abbiamo messo ben 10 ore per essere scesi solo fino a -200! 🙁
Un ringraziamento speciale a Gianki del GGT e Daniele Slaviero del GGS per averci guidato ed aiutato con le luci.
Grazie anche a Bonni ed alla Zdenka che si sono sacrificati, rinunciando a venire con noi, per restare a dare una mano ad Umberto del GGS per fare foto nella parte iniziale della grotta.
Sandro Sedran

Il PhotoTeam: Donato, Alberto, Daniele, Simo, Gianki, San